Lavorare su se stessi: quando pensare non basta

Lavorare su se stessi: quando pensare non basta

“Ci sto lavorando su”.
In un’epoca in cui si parla sempre più di consapevolezza e crescita personale, questa è probabilmente la frase più abusata di tutte.
Una di quelle “giustificazioni” usate da tanti, al raggiungimento della presa di coscienza di un’abitudine o di un comportamento non proprio ottimale.

C’è una buona notizia: iniziare a rendersi conto di una propria azione o reazione scomoda, che fa male soprattutto a se stessi, è un passo enorme.
È come giungere allo scalino indispensabile da calpestare per continuare a salire.

Allo stesso tempo è necessario un chiarimento: pensare, anche costantemente, a qualcosa da migliorare non è ancora “lavorarci su”.
La comprensione razionale di cosa succede è il passo successivo, ma siamo ancora nell’anticamera del “posto” in cui si svolge il lavoro vero.

È come l’introduzione di un libro: ti prepara all’argomento, ma l’immersione nei contenuti avverrà solo dal primo capitolo.

Dove inizia davvero il lavoro su di sé

Il counseling somatico insegna che il vero lavoro su se stessi sta nel sentire.

Notare alcune sensazioni del corpo e il loro opposto.
Percepire alcune emozioni e il loro opposto.
Abituarsi all’idea che esistano nuove possibilità, fisiche, emotive e mentali.
Fare in modo che abbiano sempre più spazio.

Il numero di coloro che davvero ci stanno “lavorando su” è abbondantemente minore rispetto al numero di chi dice di farlo.

Stare bene è un allenamento

Un musicista si allena suonando spesso.
Uno sportivo si allena correndo, nuotando, saltando, sollevando pesi.
Un “esploratore” della propria interiorità è chiamato ad allenarsi all’ascolto di sé.

Che lo si faccia inizialmente insieme a una guida esperta o successivamente da soli, a fare la differenza sarà la costanza.
Non è possibile modificare, in una sola pratica o in un solo giorno, dinamiche interne che funzionano da anni.

Mi rendo conto di quanto possa essere duro sentirselo dire, ma ribadisco: pensare e rimuginare sul disagio non è l’equivalente di lavorare per trasformare il disagio.

La mia missione è accompagnarti, se vuoi, anche solo per un breve tratto, a scoprire come funzioni.
A sentire il disagio.
E soprattutto a esplorare le risorse interne che possono emergere con il tempo e la pratica.

“Ti aiuto a capire cosa senti dentro di te, così poi riesci a comprendere cosa vuoi e come stare bene.”​

WhatsApp

canale preferito per il primo contatto

Sedute online e in presenza

Possibilità di prenotare e pagare direttamente online