Credo che bisogna saper serenamente distinguere quello che io chiamo un “rapporto confidenziale” da un’amicizia vera e duratura.
Si tratta di due legami le cui radici sono completamente diverse.
Cos’è un rapporto confidenziale
Un rapporto confidenziale è legato ad un preciso periodo della nostra vita e della nostra evoluzione personale, solitamente un momento di crisi/disagio o al contrario un momento di estrema leggerezza/goliardia.
Riconosciamo un rapporto confidenziale a posteriori, quando si affievolisce o muore.
Un rapporto confidenziale nasce da un bisogno condiviso o da un contesto emotivo comune.
È come un rifugio temporaneo, in cui due persone si trovano nella stessa temperatura interiore, solo finché tale temperatura cambia per almeno una delle due.
Ha dunque delle basi veritiere la popolare lamentela per cui alcune persone ci sanno essere solo quando ti percepiscono fragile e bisognoso, mentre altre solo quando ti mostri spensierato e divertito.
Non c’è però da ricercare colpe o responsabilità, è semplicemente la natura fisiologica di quel tipo di legame.
Amicizia vera vs rapporto confidenziale
L’amicizia vera, invece, non nasce tanto da un bisogno ma da un riconoscimento reciproco.
Più che sulla somiglianza di fase, si basa su un’affinità di fondo.
In questo caso, sempre in modo del tutto naturale, il rapporto resiste anche di fronte all’allontanamento dei propri percorsi: l’intensità e la reciprocità dei contatti non ne risente, perché da ambo le parti il rapporto è percepito come prioritario.
Per nessuno dei due c’è la scusa infinita e farlocca degli impegni e del poco tempo a disposizione.
Esistono delle sfumature tra i due tipi di rapporto.
Evito di dilungarmi qui ma, se vuoi, possiamo scambiarci delle mailo dei messaggi senza impegno a riguardo.
Riflettere sui nostri legami in ottica counseling
In ottica counseling ci sono delle riflessioni da fare:
- più proviamo rabbia o tristezza per quello che è chiaramente un rapporto confidenziale al capolinea, più possiamo esplorare la vera e profonda natura di queste emozioni, quali ferite toccano, quali bisogni portano a galla;
- al contrario, più sappiamo accettare il naturale ciclo di un rapporto confidenziale e più prevale la gratitudine per quello che l’altra persona ci ha dato, più siamo sull’onda della crescita e della maturità emotiva.
Ogni emozione che proviamo è un’occasione per conoscerci meglio.
Infine, due rassicurazioni:
- possiamo continuare ad usare il termine “amico/a” a più ampio raggio, l’importante è la consapevolezza della distinzione che abbiamo dentro di noi;
- se pensi di vivere un’amicizia in cui, da un certo momento in poi, non hai più percepito reciprocità e voglia di coltivare da parte dell’altro, puoi parlarne serenamente con l’altra persona se ti va, ma senza forzare nulla.
Puoi soprattutto approfittarne per andare a guardare cosa succede dentro di te.